CALDAIA A CONDENSAZIONE O POMPA DI CALORE?

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La tendenza del mercato ad oggi è quella di fornire prodotti sempre più performanti nell’ambito del risparmio energetico, le aziende stanno proponendo soluzioni sempre più performanti, ricche di tecnologia ed elettronica, ma queste soluzioni permettono sempre un reale risparmio energetico? 

Le nuove tecnologie si adattano sempre alle realtà edilizie datate?

Una pompa di calore (idronica, quindi collegata all’impianto di riscaldamento), costa molto di più di una caldaia a condensazione?

Queste sono solo alcune delle domande che giustamente un qualsiasi committente, prima di fare qualsiasi scelta, sicuramente si pone. Lo scopo di questo mio breve articolo è proprio quello di fornire un punto di vista semplice da cui partire per fare qualche ragionamento in merito, ovviamente consigliando sempre di far affidamento ad un tecnico installatore qualificato ed aggiornato, in grado di supportare il cliente nella scelta più adatta alla propria situazione.

Io credo che l’unico modo per contribuire a divulgare in maniera semplice questi aspetti sia fare un esempio numerico chiaro e abbastanza standardizzato. Esistono molte situazioni interessanti da analizzare, tipo “solo riscaldamento”, oppure “riscaldamento e produzione di ACS integrata”, o ancora, “ristrutturazione casa in pietra” …

L’esempio che farò si riferisce ad un’unità immobiliare indipendente di 85 m2, zona climatica C, costruzione anni 60, classica parete con doppio mattone e intercapedine d’aria di spessore complessivo 34 cm, di media esposizione solare, con un fabbisogno energetico annuo per il solo riscaldamento pari a circa 10.000 kWh.

Ora arriva il bello di questo mestiere, porre delle condizioni di base tramite le quali è possibile fare questo tipo di confronto. Partiamo dal presupposto che l’impianto così come realizzato, è in grado di poter funzionare a bassa temperatura (valutazione delle superfici dei radiatori e verifica delle potenze termiche) e soprattutto adeguata distribuzione del fluido termovettore (verifica delle sezione delle tubazioni dell’acqua dell’impianto di riscaldamento). Come fare a verificare questo? Affidandosi a tecnici installatori del mestiere e ad un buon consulente energetico in grado di fare queste verifiche.

Se consideriamo una buona caldaia a condensazione, in grado di lavorare, per quanto possibile, in regime di condensazione quindi alla massima efficienza, un consumo congruo (per il riscaldamento), per un’immobile di questo tipo, può essere di circa 900 - 1.000 mc di gas, pari quindi a 800 - 900 euro/anno di bollette.

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Farsi installare una caldaia a condensazione di qualità, compreso lo scarico della condensa dei fumi, ovviamente comprese tutte le certificazioni obbligatorie e la dichiarazione di conformità (che solo un tecnico abilitato può redigere), può costare all’incirca 2.200 euro + Iva (il prezzo prevede uno scarico fumi diretto a tetto di lunghezza 1 mt.).

Passando invece alla pompa di calore idronica, ossia un generatore sempre ad acqua, collegato al circuito di riscaldamento, alimentato elettricamente, in una stagione invernale potrebbe generare un consumo elettrico pari a circa 2500 – 3000 kWh equivalente ad una spesa di circa 625 – 750 euro, permettendo all’anno quindi un risparmio rispetto alla caldaia a condensazione di circa 250 euro.

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Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica, quindi bisogna approfondire un attimo il discorso, per non mettere in testa ai lettori false promesse.

Innanzitutto installare una pompa i calore richiede un costo superiore, parliamo di cifre che si aggirano attorno ai 3500 – 4000 euro + iva, per un prodotto di buona qualità. Questa cifra non contempla le eventuali modifiche di adeguamento dell’impianto di riscaldamento, nel caso non risultasse idoneo al funzionamento della pompa di calore. La taglia della macchina va calcolata con precisione, quindi è necessario una verifica di dimensionamento da parte di un termotecnico.

Relativamente al discorso di abbinare pompe di calore a vecchi impianti esistono molte filosofie, da chi lo sconsiglia a priori a chi, effettuando molti lavori di questo tipo, ha avuto enormi soddisfazioni. Sicuramente da questo punto di vista, non è possibile dare una risposta univoca, io posso solo dire che da un punto di vista puramente tecnico, una pompa di calore può funzionare adeguatamente su un impianto datato, sempre che siano verificate le condizioni accennate precedentemente, verificando il contenuto d’acqua dell’impianto.

Concludendo questo mio articolo, da questa semplificata analisi si evince che, nel caso particolare discusso, la scelta della pompa di calore a discapito della caldaia a condensazione, permetterebbe di risparmiare 400 euro in più di bollette all’anno, permettendo di ripagarsi l’extra costo dell’investimento in massimo 8 anni, senza considerare gli incentivi in vigore per il risparmio energetico e l’aumento del valore dell’immobile dovuto al cambio di classe energetica.

Questo articolo ovviamente è da prendere in considerazione solamente come spunto di riflessione, le valutazioni dettagliate vanno sempre fatte entrando nello specifico e tenendo in considerazione tutti gli aspetti in gioco, come ad esempio la valutazione degli spazi da attribuire all’installazione dell’unità esterna, l’eventuale richiesta di un contatore dell’energia elettrica da 4,5 kW al posto del tradizionale da 3 kW, la valutazione dell’eventuale installazione futura di pannelli solari fotovoltaici in grado di sopperire a gran parte dei consumi elettrici, e molto altro ancora.

Siamosicuri che intervenire prima sull'impiantisica rappresenta la soluzione più efficace? A volte piccoli interventi sulla struttura dilizia contribuiscono in maniera significativa al risparmio energetico, aprendo le porte a nuove soluzioni ...

Tutte queste attività di valutazione le possiamo racchiudere in quella che normalmente io chiamo “studio di fattibilità”, ossia un documento di sintesi redatto da un termotecnico e/o consulente energetico che definisce quella che può essere la soluzione tecnica più efficace per esaudire le esigenze del cliente. Tale documento dovrebbe a mio avviso contenere anche un capitolato tecnico dei lavori (necessario a richiedere i preventivi di spesa), un calcolo di ritorno economico dell’investimento (per avere idea della tempistica con la quale ci si può ripagare la spesa).


Per chi fosse interessato a seguire i miei articoli di approfondimento delle tematiche relative al risparmio energetico, potete seguirmi tramite il mio sito internet (www.lucamarcenaro.it) oppure la mia pagina fans di Facebook o ancora il mio profilo LinkedIn, canali tramite i quali cerco di divulgare informazioni sperando in una condivisioni costruttiva di idee e di esperienze.

 

Ing. Marcenaro Luca

 

“…Se tu hai una mela e io ho una mela e ci scambiamo le nostre mele allora tu ed io avremo ancora una mela a testa. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ci scambiamo queste idee; allora ciascuno di noi avrà due idee. …” (George Bernard Shaw, scrittore e critico, 1856-1950)

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