SUPERBONUS 110% / CESSIONE DEL CREDITO / SCONTO IN FATTURA: CERCHIAMO DI FARE CHIAREZZA!

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06-06-2020 (consigli utili su come muoversi in questa prima fase di incertezze ...)

01-06-2020 (informazioni integrative sulla regolarità/conformità/rispondenza urbanistica) 

26-05-2020 (chiarimento parziale relativo alla documentazione da presentare)

21-05-2020 (prima stesura)

Da oramai settimane troviamo su internet molte interpretazioni personali relative ai nuovi incentivi rivolti alla riqualificazione energetica/sismica/ristrutturazione degli immobili; la materia non è semplice, l’italiano è una lingua complessa e ricca di sfaccettature e soprattutto serve tempo per approfondire tutti gli aspetti (evidenti e nascosti) e ricevere adeguati chiarimenti nell’ottica di permettere una significativa comprensione degli strumenti a disposizione, motivo per cui, solo ora, dopo la pubblicazione del nuovo decreto legge in gazzetta ufficiale (D.L. Rilancio 19 maggio 2020 n°34 in G.U. dal 19-05-2020) e dopo studio approfondito dei vari aspetti, pubblico questo articolo.

Farò il possibile per affrontare l’argomento in maniera semplice e precisa, concentrandomi su quelli che ritengo siano gli aspetti più significativi e utili da sapere in questa prima fase di analisi, sperando di ricevere un riscontro da parte di colleghi o di coloro che, più di me, sono riusciti ad entrare maggiormente nel merito dell’argomento.

Questo articolo sarà oggetto di successivi aggiornamenti ed approfondimenti. 

Parliamo quindi di un nuovo incentivo caratterizzato da una detrazione fiscale IRPEF del 110%, in 5 anni, chiamato Superbonus per differenziarlo dall’Ecobonus che tutti già conoscerete, che presenta percentuali di detrazione fiscale inferiori (al momento esistono in vigore almeno 15 differenti tipologie di incentivi che non sono oggetto di questa discussione).

Questo nuovo “strumento” nasce dall’intenzione del Governo di stanziare fondi, tramite il Decreto “Rilancio”, rivolti alla ripresa economica di imprese e famiglie; risulterà possibile (in determinati casi) ottenere una detrazione fiscale sulle spese di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico (Sismabonus 110%), in misura “superiore” rispetto al costo effettivo. Ci tengo a precisare che questo mio articolo non tratterà il Sismabonus, legato a competenze tecniche che non riguardano la mia professione. Gli interventi che “potrebbero” accedere a questo incentivo si riferiscono ad un limitato intervallo di tempo (dal 1° Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021, ossia 18 mesi).

Quale è il primo passa da fare prima di lanciarsi in ipotesi di interventi di riqualificazione energetica che possano accedere al Superbonus 110%?

Anche se è ancora troppo presto per avere le idee sufficientemente chiare, consiglio vivamente di "fare una rapida telefonata" al proprio geometra di fiducia ... Non è la mia materia e quindi non intendo dilungarmi su questo argomento, ritengo però necessaio porre l'attenzione sugli aspetti che riguardano eventuali abusi edilizi o situazioni di questo genere. Giusto per fare un esempio, credo il più immediato e semplice, nel momento in cui il professionista energetico si troverà a dover certificare la classe energetica di partenza dell'immobile (possibile oggetto di riqualificazione energetica), dovrà ovviamente rilevare ciò che rappresenta lo stato di fatto dell'unità immobiliare, pertanto sarà necessario partire da una situazione di conformità o regolarità urbanistica. Qui mi fermo, non essendo argomento strettamente relativo alla mia professione.    

Quali sono gli interventi che possono accedere all’Superbonus 110%?

Gli interventi che interessano questa incentivazione sono i seguenti (D.L. Rilancio art. 119 comma 1 lett.re a, b e c):

A (INVOLUCRO) - isolamento termico dell’involucro edilizio (superfici opache, verticali e orizzontali, quindi pareti, tetto e solette inferiori) per almeno il 25% della superficie totale disperdente lorda (limite massimo di spesa pari a 60.000 euro/abitazione). Se parliamo di condomini, il limite risulta quindi moltiplicato per il numero totale di abitazioni interessate. I materiali isolanti utilizzati dovranno rispettare i CAM (criteri minimi ambientali), volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. Quest’ultimo aspetto non è da poco; in passato questo obbligo vigeva solo per interventi pubblici.

B (IMPIANTI CENTRALIZZATI) - sostituzione di impianti esistenti di climatizzazione invernale (riscaldamento) con impianti centralizzati per riscaldamento, raffrescamento o produzione acqua calda sanitaria con sistemi aventi efficienza minima pari alla classe A (caldaia a condensazione, pompa di calore, sistemi ibridi, geotermia ed eventuale - a parte - abbinamento al fotovoltaico e sistemi di accumulo dell’energia elettrica) con un limite di spesa di 30.000 euro per singola abitazione (cifra comprensiva delle spese per lo smaltimento e la bonifica dell'impianto sostituito). Anche in questo caso, se parliamo di un condominio, la cifra poco fa menzionata è da moltiplicarsi per il numero di unità abitative;

C (IMPIANTI AUTONOMI) – sostituzione di impianti esistenti di climatizzazione invernale (riscaldamento) per edifici unifamiliari con impianti per riscaldamento, raffrescamento o produzione acqua calda sanitaria con sistemi in pompa di calore, sistemi ibridi, geotermia ed eventuale abbinamento – a parte - al fotovoltaico e sistemi di accumulo di energia elettrica, con un limite di spesa di 30.000 euro per (cifra comprensiva delle spese per lo smaltimento e la bonifica dell'impianto sostituito).

Primo aspetto da evidenziare, per rispondere ad una delle più frequenti domande che ho potuto leggere in queste settimane in rete: la caldaia a condensazione (come intervento singolo) potrebbe eventualmente accedere all’Ecobonus 110% solo nel casi di impianto centralizzato; nel caso di interventi privati su unità immobiliari unifamiliari, l’accesso al 110% della caldaia a condensazione può sussistere solo se si esegue la sostituzione in concomitanza agli interventi di riqualificazione globale dell’immobile (situazioni non standard da valutare caso per caso).

In pratica, quando ci troviamo di fronte ad una riqualificazione globale dell’edificio (interventi A, B o C), possiamo estendere l’aliquota speciale del 110% anche a tutti gli altri interventi di riqualificazione energetica che intendiamo fare (finestre, caldaia a condensazione, coperture solari, ecc.).

La sola lettura di questa prima parte dell’articolo fa già capire che, l’accesso al Superbonus 110% è associato ad un intervento globale, e non ad uno singolo.

In termini di riqualificazione energetica globale dell’immobile, quindi in aggiunta ad uno degli interventi principali menzionati in precedenza (A, B o C), si ha la possibilità di detrarre al 110% anche i seguenti interventi:

(FOTOVOLTAICO) – è prevista l’aliquota del 110% anche per l’installazione di impianti solari fotovoltaici, che dovranno essere connessi alla rete, ovviamente se l’intervento risulta effettuato congiuntamente ad almeno uno degli interventi menzionato in precedenza (A, B o C). Spesa complessiva massima pari a 48.000 euro ad unità immobiliare e limite massimo imposto anche come costo al kW (2400 euro/kW). Per accedere a questa detrazione, bisogna rinunciare allo “Scambio sul Posto”, ossia alla possibilità di vendere l’energia elettrica alla rete (anche se ad un prezzo limitato). L’energia prodotta in eccesso andrà ceduta alla rete senza ricevere un corrispettivo economico. Il fotovoltaico potrà inoltre accedere all’agevolazione del 110% anche in caso di semplice ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica, ma con un limite inferiore di spesa a kW installato (1600 euro/KW). Addirittura questo nuovo decreto apre la possibilità di detrazione fiscale al 110% alle nuove costruzioni, ovviamente sottintendendo relativamente alla parte eccedente l’obbligatorietà (D.Lgs. 28/11).

(ACCUMULO) - è prevista inoltre l’aliquota del 110% per l’installazione (ovviamente contestuale o successiva ad uno degli interventi A, B o C) di sistemi di accumulo integrati all’impianto fotovoltaico. Spesa complessiva massima pari a 48.000 euro ad unità immobiliare e limite massimo imposto anche come costo al kW (1000 euro/kW). Ci tengo a precisare il fatto che, con il termine “successiva”, il legislatore intende dire successiva in termini temporali ad un intervento di installazione di impianto fotovoltaico realizzato già con i requisiti di accesso al Superbonus 110%; non sarà pertanto possibile accedere al 110% per l’integrazione di un sistema di accumulo di energia elettrica su un impianto fotovoltaico esistente all’entrata in vigore di questo nuovo Decreto.

Per poter accedere al Superbonus del 110% è necessario dimostrare (tramite asseverazione di un tecnico progettista), di aver rispettato i requisiti minimi dettati dai vari decreti e di aver ottenuto un miglioramento di almeno due classi energetiche. Solo nel caso in cui non fosse possibile garantire due salti di classe, sarà necessario dimostrare di aver raggiunto la massima classe energetica (ossia la A4).

La miglioria energetica andrà dimostrata tramite redazione di A.P.E. pre-intervento e post-intervento. Da quanto ho dedotto dalla lettura del D.L. (Art. 119 comma 3), questi due A.P.E. dovranno essere fatti sull’edificio complessivo dal tecnico progettista ed andranno ad integrare l’asseverazione finale di accesso alla detrazione fiscale (in caso di chiarimenti differenti provvederò ad aggiornare l’articolo). Fondamentale la responsabilità del professionista incaricato, dalla quale dipende l’esito di tutta la procedura. Ricordo che la redazione dell’APE complessivo dell’edificio, quando si parla di condomìni, non vale come Attestato di Prestazione Energetica del singolo immobile.

La responsabilità del professionista non si limita solo all’asseverazione del miglioramento energetico, bensì della verifica di congruità dei costi sostenuti per gli interventi. Senza aggiungere altro, si capisce l’importanza di affidarsi ad un professionista di fiducia, facendosi accompagnare fin dall’inizio nella ricerca degli interventi adeguati all’ottenimento della riqualificazione energetica del proprio immobile che permettano effettivamente l’accesso al Superbonus.

Chi può accedere al Superbonus 110%?

L’informazione la troviamo nell’articolo 119 comma 9 del D.L. Rilancio; si parla di Condomìni, persone fisiche (esclusivamente per l'abitazione principale associata quindi alla "residenza", ad esclusione delle seconde case), istituti autonomi case popolari (IACP) e cooperative di abitazioni a proprietà indivisa.

Su questo aspetto ho purtroppo ancora diversi dubbi, soprattutto in merito alla gestione degli interventi per i complessi definibili “Condomini”, caratterizzati da molteplici situazioni specifiche (prime case, seconde case, uffici, ecc.). Spero di poter aggiornare/chiarire presto questo aspetto.

La cessione del credito e lo sconto in fattura

Stiamo parlando di un’aliquota elevata (110%) relativa ad interventi globali e quindi economicamente onerosi, detraibili in soli 5 anni; non tutti si possono permettere di anticipare cifre così elevate (soprattutto in questo periodo) e soprattutto non tutti hanno un reddito tale da poter garantire la detrazione fiscale delle somme annuali. Per questi motivi e per incentivare l’economia, esiste la possibilità di scegliere tra due opzioni: la cessione del credito e lo sconto in fattura. Tale scelta dovrà essere fatta per via telematica.

La cessione del credito rappresenta un sistema che consente al consumatore di cedere il bonus corrispondente all’intervento (che si sarebbe comunque recuperato negli anni successivi) direttamente al fornitore, ottenendo quindi un corrispettivo da pagare nullo. Al fornitore viene effettuato un rimborso sotto forma di credito d’imposta, che potrà usare solamente in compensazione in cinque quote annuali, a partire dall’anno successivo all’operazione. Lo stesso fornitore avrà la possibilità di cedere a sua volta il credito (istituti di credito, intermediari finanziari, ecc.).

Lo sconto in fattura è una modalità di rimborso che consente di proporre al cliente uno sconto applicato direttamente sulla fattura (il cliente anche in questo caso non paga nulla). L’azienda recupererà la somma detraibile in 5 anni o potrà a sua volta cedere il credito (istituti di credito, intermediari finanziari, ecc.).

Quale documentazione è necessario presentare? 

Di fondamentale importanza abbiamo:

- il "visto di conformità" dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione fiscale (commercialisti, consulenti del lavoro, e CAF);

- asseverazione del rispetto dei requisiti minimi (DM 26 giugno 2015) e della congruità delle spese effettuate per gli interventi agevolati (tecnico abilitato).  

Cosa consiglio di fare in questo momento di incertezza? 

Direi che il consiglio più coerente, professionale e trasparente che posso dare è il seguente:

1 - prima di tutto, con il supporto del vostro geometra o di una figura professionale equivalente, verificare che sia tutto a posto dal punto di vista "urbanistico";
2 - affidarsi ad un professionista energetico "che operi nella vostra zona", in modo da iniziare ad esporre/condividere le intenzioni/idee, facendovi guidare da loro verso una valutazione più consapevole e soprattutto in lina con quelle che saranno le disposizioni definitive per l'accesso all'Ecobonus 110%;
3 - avere pazienza, fidandosi dei professionisti a cui ci si è rivolti.

Al momento non mi sento di aggiungere altro, noi tecnici siamo in fase di studio/attesa dei chiarimnti/approfondimenti necessari a poter avviare qualsiasi valutazione concreta; la cessione del credito o lo sconto in fattura, al momento, passano in secondo piano, anche perchè le banche, finchè non usciranno le direttive dell'Agenzia delle Entrate e dell' ENEA, non si pronuncieranno, quindi che senso ha parlarne ora? Concentrarsi sui primi 3 punti ritengo sia la strategia migliore. Rimane comunque un mio parere. 

L'articolo è in fase di stesura, seguiranno pertanto aggiornamenti ed approfondimenti specifici. Argomenti non trattati direttamente sono ancora in fase di studio.

Per chi fosse interessato a seguire i miei brevi interventi relativi al risparmio energetico, alle energie rinnovabili e a tutto ciò che riguarda l’impiantistica e la termotecnica in genere, potete visionare il mio BLOG, la mia pagina fans di Facebook o il mio profilo LinkedIn, canali tramite i quali cerco, il più costantemente possibile, di divulgare informazioni sperando in una condivisioni costruttiva di idee e di esperienze.

Ing. Marcenaro Luca

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